Gli Antistaminici provocano sonno? Quelli di ultima generazione no!
Gli antistaminici sono farmaci ampiamente utilizzati per contrastare le reazioni allergiche, come rinite stagionale, orticaria, congiuntivite allergica e dermatiti.
Tuttavia, uno degli effetti collaterali più comuni è la sonnolenza, che può interferire con le attività quotidiane, riducendo attenzione e riflessi. Fortunatamente, oggi sono disponibili antistaminici di ultima generazione che non danno sonnolenza, garantendo un sollievo efficace senza compromettere la lucidità mentale.

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Perché l’antistaminico fa venire sonno?
L’effetto sedativo di alcuni antistaminici è dovuto al loro meccanismo d’azione sul sistema nervoso centrale.
Gli antistaminici agiscono infatti bloccando i recettori H1 dell’istamina, una sostanza prodotta dal nostro organismo che ha un ruolo chiave nei processi allergici, ma anche nel mantenere lo stato di veglia.
Gli antistaminici di prima generazione attraversano facilmente la barriera emato-encefalica, raggiungendo il cervello e bloccando i recettori H1 presenti nel sistema nervoso centrale. Questo provoca un effetto sedativo e rilassante, che porta a sonnolenza, riduzione della concentrazione e rallentamento dei riflessi.
L'occupazione del recettore H₁ cerebrale (H₁RO) è un indice utile che ha dimostrato di essere correlato con gli indici basati sui risultati clinici. Gli antistaminici sono classificati in gruppi non sedativi (<20%), meno sedativi (20-50%) e sedativi (≥50%) in base all'H₁RO (1).
Oltre all’azione del farmaco, ci sono alcune sostanze e condizioni che possono peggiorare la sonnolenza indotta dagli antistaminici:
- Alcol: potenzia l’effetto sedativo, aumentando il rischio di sonnolenza intensa e riduzione delle capacità cognitive, questo è valido sia per gli antistaminici di prima generazione che per quelli di seconda (2).
- Ansiolitici e sedativi: farmaci come le benzodiazepine aumentano l’effetto di stanchezza e sonnolenza.
- Privazione del sonno: se già si è stanchi, l’assunzione di un antistaminico può accentuare la sonnolenza.
- Dose elevata: una quantità maggiore del farmaco può prolungare e intensificare l’effetto sedativo.
Ma quanto dura la sonnolenza dovuta all’antistaminico? Dipende dal principio attivo: gli antistaminici di prima generazione possono causare sonnolenza per 6-8 ore, mentre quelli di seconda generazione hanno un effetto molto più lieve o nullo, rendendoli più adatti per chi deve rimanere attivo durante la giornata.
Cosa non è possibile fare dopo aver preso l’antistaminico?
Se un antistaminico provoca sonnolenza, è fondamentale evitare attività che richiedano concentrazione e riflessi pronti.
Il rischio principale è rappresentato dalla riduzione dello stato di vigilanza, che può compromettere la sicurezza personale e quella degli altri.
Ecco alcune attività da evitare dopo l’assunzione di un antistaminico sedativo:
- Guidare veicoli: la sonnolenza può ridurre i tempi di reazione e la capacità di giudizio, aumentando il rischio di incidenti stradali.
- Utilizzare macchinari pesanti: chi lavora in ambienti industriali o opera con strumenti pericolosi deve prestare particolare attenzione.
- Eseguire lavori ad alta precisione: attività che richiedono coordinazione e attenzione, come lavorare in quota o con strumenti chirurgici, potrebbero essere compromesse.
Per chi ha bisogno di rimanere attivo durante il giorno, la soluzione migliore è scegliere antistaminici senza sonnolenza, ovvero quelli di nuova generazione, che non interferiscono con il sistema nervoso centrale.
Consigli utili per minimizzare l’effetto
Se l’antistaminico e la sonnolenza sono un problema e non è possibile cambiare farmaco, esistono alcune strategie per ridurre l’effetto sedativo degli antistaminici:
- Assumere il farmaco solo la sera, poco prima di andare a dormire, in modo da sfruttare il suo effetto sedativo in maniera naturale.
- Bere molta acqua, per favorire l’eliminazione del farmaco dall’organismo e ridurre eventuali effetti collaterali come la secchezza delle fauci.
- Integrare con metodi e rimedi naturali, come praticare lavaggi nasali con soluzione fisiologica, utilizzare purificatori d’aria in casa e assumere integratori naturali specifici, per ridurre i sintomi allergici senza farmaci.
- Utilizzare antistaminici ad azione locale: per esempio spray nasali con principi antistaminici, come Levoreact Spray Nasale Antistaminico.
Seguendo questi accorgimenti, è possibile ridurre al minimo gli effetti indesiderati e gestire meglio la terapia senza compromettere la qualità della vita quotidiana. Se in particolar modo soffri di rinite, leggi il nostro approfondimento per consigli specifici: Rinite: cos’è?
Antistaminici che non portano sonnolenza
Non tutti gli antistaminici provocano sonno e stanchezza. Per capire la differenza tra i vari tipi di farmaci, è utile distinguere tra antistaminici di prima e seconda generazione.
- Antistaminici di prima generazione: comprendono principi attivi come difenidramina, clorfenamina e idrossizina. Questi farmaci attraversano facilmente la barriera emato-encefalica e agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale, causando effetto sedativo, riduzione dei riflessi e affaticamento.
- Antistaminici di seconda generazione: includono principi attivi più moderni, sviluppati per avere un’azione più selettiva e non attraversano la barriera emato-encefalica, o in misura molto minore.
Ecco alcuni dei principi attivi più utilizzati nell’ambito degli antistaminici di ultima generazione che non danno sonnolenza:
- Loratadina: efficace contro allergie stagionali e orticaria, con un effetto che dura fino a 24 ore.
- Desloratadina: metabolita attivo della loratadina, con un’azione ancora più mirata e un rischio minimo di effetti collaterali.
- Fexofenadina: spesso raccomandata per le allergie più forti, poiché ha un’azione rapida e minor effetto sedativo. Nel gruppo dei non sedativi, la fexofenadina è classificata come “antistaminico non penetrante il cervello” in base all'H₁RO. Un esempio di questo principio è Fexallegra Compresse Rivestite Farmaco Antistaminico.
- Levocetirizina: una versione migliorata della cetirizina, con minori effetti collaterali e una maggiore tollerabilità. Mentre la cetirizina, una miscela di levocetirizina e destrocetirizina, è in grado di penetrare leggermente la barriera ematoencefalica, gli effetti sedativi della levocetirizina sono modesti (3).
Questi farmaci rappresentano la scelta ideale per chi ha bisogno di contrastare le allergie senza compromettere la lucidità mentale, permettendo di svolgere le normali attività quotidiane in sicurezza. In casi di particolare sensibilità è in ogni caso consigliato assumerli la sera prima di coricarsi. Consulta la nostra sezione dedicata alle allergie per trovare tutti i migliori prodotti disponibili.
Altri effetti collaterali degli antistaminici
Oltre alla sonnolenza, l’assunzione di un antistaminico può causare altri effetti collaterali, che variano in base al principio attivo e alla sensibilità individuale. Anche se gli antistaminici di ultima generazione sono meglio tollerati, alcuni soggetti possono comunque manifestare sintomi fastidiosi.
Ecco i principali effetti indesiderati che possono comparire (4):
- Mal di testa: gli antistaminici possono provocare cefalea, specialmente nelle prime somministrazioni, a causa dell’adattamento dell’organismo al farmaco.
- Bocca secca: è un effetto collaterale comune, dovuto alla riduzione della produzione di saliva, che può provocare disagio e difficoltà nella deglutizione. Bere molta acqua può aiutare a contrastarlo.
- Malessere generalizzato: alcune persone riferiscono una sensazione di spossatezza, vertigini o confusione mentale.
- Stanchezza: alcuni pazienti possono sperimentare una lieve sensazione di affaticamento, in particolare nei primi giorni di terapia.
Scegliendo il principio attivo più adatto e adottando alcuni accorgimenti, è possibile minimizzare questi effetti indesiderati e gestire al meglio la terapia antiallergica.
Fonti consultate:
- Antihistamines for Allergic Rhinitis Treatment from the Viewpoint of Nonsedative Properties
- Second generation H1 - antihistamines interaction with food and alcohol
- Sedative Effects of Levocetirizine: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Controlled Studies
- Side effects of antihistamines